Umberto Peschi: 1980-1992 - Associazione Peschi

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Umberto Peschi: 1980-1992

Umberto Peschi

PERIODO CONCLUSIVO DELL’ATTIVITÀ (1980-1992)
INIZIATIVE SUCCESSIVE ALLA SCOMPARSA DELL’ARTISTA


Pur considerando un traguardo significativo l’antologica maceratese, per l’utilità che questa aveva avuto  di far conoscere il suo intero escursus artistico nella propria città e nelle Marche, Peschi, durante e dopo questa, non si concede pause di lavoro, e continua a tener dietro agli inviti ad esporre che gli pervengono da un ambito nazionale.
Nello stesso anno ha una personale alla  Galleria “La Virgola” di Fabriano e partecipa alla rassegna “Verifica tra due decenni: 1960-1970”, che si tiene nella Chiesa di S. Paolo a Macerata. A Sassoferrato (AN) è presente alla mostra “Appunti per una storia dell’arte astratta”, allestita a Palazzo Oliva. A Macerata sue opere futuriste figurano nella mostra “Arte e Filatelia, Il Futurismo nelle Marche”, a Palazzo Buonaccorsi.
Nel 1980 è da registrare un viaggio di Peschi negli Stati Uniti insieme a suo fratello Alberto. In quest’anno il suo impegno più consistente è rappresentato da una mostra personale presso il Museo Comunale di Gibellina, in novembre (Rif. Op. S 38; 57; 124; 155; 181; 188; 350).
Nel 1981 ben tre mostre personali documentano la sua attività di quegli anni: in Palazzo Oliva a Sassoferrato (AN), alla Galleria “Una Arte” di Fano (PU) e, a dicembre, alla “Libreria Einaudi” di Macerata. Sue opere figurano anche alla rassegna “I segni della geometria”, allo “Studio AM 16” di Roma, ed in giugno, alla “Mostra Internazionale d’Arte astratto-concreta”, nello stesso spazio espositivo romano. A conclusione dell’anno si registra una sua partecipazione al Premio Acquaviva Picena (AP) (Rif. Op. S 58; 129; 130; 297; 298).  
Nel 1982 Peschi ha l’opportunità di due mostre personali: la prima, in gennaio,  a Roma
nella Galleria Spazio Alternativo, e la seconda alla “Galleria del Vicolo Quartirolo” di Bologna (Rif. OP. S 41; S 48; S 81; S 84; S  58; S 39; S 57). Nello stesso anno invia opere a Milano per la rassegna “Anni Trenta, Arte e Cultura” in Italia (Rif. Op. S 299; 300; 301; 157; 174) ed è anche presente alla rassegna “Futuristi nelle Marche”, itinerante tra Ancona e Macerata nel periodo luglio-ottobre, e a L’”Arte oggi nelle Marche”, allestita in Palazzo Sangallo a Tolentino (MC).
Nel marzo del 1983 muore il fratello Alberto. Seppur colpito profondamente dall’evento luttuoso, in questo stesso anno Peschi è presente con una personale alla Galleria “Vesprini,s Meetings” di Porto S. Elpidio (AP) (Rif. OP. S 84) e partecipa alla collettiva “Un percorso nella Marca” nell’ambito della rassegna  “Ripe ’83”, in luglio nel piccolo centro di Ripe San Ginesio (MC) (Rif. Op. S 122; 131; 158; 304; 305; 316; 317; 356; 358).
In questo periodo si appassiona alla realizzazione di piccole sculture in metallo, originali e raffinate quanto gioielli, che presenterà in discreto numero tra il dicembre dell’’83 e  il gennaio ’84 nella maceratese Galleria “Il Labirinto” (Rif. Op.S 132; S 157; S 158; da S 306 a S 315). Nel piccolo catalogo stampato per la circostanza figurano, a titolo di autopresentazione, stralci d’una conversazione tenuta dall’artista nella sede dell’”Agenzia libraria Einaudi” a Macerata nel dicembre del 1981. Lo scritto verrà poi riproposto come suo credo artistico con il titolo: “La sola cosa della mia vita”.
Il 1984 è anno ancora ricco di partecipazioni a mostre. Oltre a una personale offertagli dalla Pinacoteca Comunale di  Monza,  Peschi espone  suoi lavori alla Galleria Montrasio Arte, della stessa città. Partecipa inoltre alla rassegna “Mostra Nazionale di Pittura Città di Monza”, tenutasi alla Villa Reale, e a “Scultura disegnata”, annessa alla Festa Nazionale dell’Unità, all’E.U.R. di Roma (Rif. Op. S 401; 61; 68; 118). Nello stesso anno è presente alla rassegna regionale “La ritrosia del marchigiano”, tenutasi nella Chiesa di S. Nicolò a Jesi (AN) nel periodo ottobre-novembre, a cura di Armando Ginesi, e alla rassegna  “Ricerche Contrapposte – Marche anni Ottanta, Una indagine Artistica sul Territorio”, itinerante tra Macerata ed  Ancona, con il patrocinio dell’Università di Macerata; vi figurano assieme a Peschi: Giorgio Bompadre, Arnoldo Ciarrocchi, Claudio D’Angelo, Mario Giacomelli, Franco Giuli, Edgardo Mannucci, Magdalo Mussio, Oscar Piattella, Enrico Ricci, Loreno Sguanci, Valeriano Trubbiani, Wladimiro Tulli e Giuliano Vangi. Peschi vi presenta opere tra le più indicative di quel momento, come: Modulazione infinita (Rif. Op. S 129), Dimensione architettonica (Rif. Op. S 122), Obliquo cinetico (Rif. Op. S 59), Modulazione interrotta (Rif. Op. S 60), e la grande scultura in legno dubidù Continuo modulare mobile (Rif. Op. S 90; S 59).  Anna Caterina Toni, sottolineando nel libro-catalogo della mostra come le origini astratte di Peschi fossero da ricondurre alla esperienza avuta in seno all’Art Club, attraverso la partecipazione a due mostre organizzate dal “sodalizio” e alla frequentazione di Prampolini e di altri artisti divenuti poi amici, tra cui Michelangelo Conte, scrive a proposito delle opere presentate nella mostra e dunque della ricerca contemporanea dell’artista: «Le opere degli ultimi anni si sviluppano su grandi dimensioni, contrariamente alle precedenti, e si segnalano per la complessità delle strutture che senza dimenticare la componente elementare del modulo affrontano un discorso più ricco di significati e di forza rappresentativa. Evidente, nelle sculture degli anni ottanta, è perciò l'acquisizione di una rigorosità di metodo che rende il blocco plastico compatto, severo, privo di compiacenze nei rapporti ortogonali, nei volumi o nell'incastro della linea obliqua che spinge l'attenzione dello spettatore verso due direttive obbligate: l'ambiente esterno e il nucleo interno. Si assiste in conclusione a un continuo rimando di sensazioni che specularmente trapassano dallo spazio più vasto, intorno all'oggetto artistico, al suo aspetto più intimistico e privato. La metafora, più psicologica che reale, appare dichiarativa della volontà di Umberto Peschi di ridurre a unità, nel corpo della scultura, pensiero e azione, quasi a riaffermare, nella severità delle forme, il contenuto etico della sua concezione dell'arte».  
L’anno si conclude con una partecipazione a una rassegna dal titolo “Una situazione artistica fra diverse generazioni”,  nel Palazzo Municipale di Mogliano (MC), a cura di Elverio Maurizi.
Il 1985 vede  Peschi impegnato a livello espositivo a Fabriano (AN) nella collettiva “Fabriano (c) Arte, scultura in carta”, che si tiene nel Palazzo Del Buon Gesù nei mesi di maggio e giugno. La mostra è patrocinata dal Comune di Fabriano e dalle Cartiere Miliani. Presentati da critici diversi vi partecipano: Italo Antico, Silvio Betti, Corrado Cagli (a cui è dedicata una “sezione omaggio”), Vito Capone, Mario Ceroli, Michelangelo Conte, Sergio Floriani, Franco Giuli, Bruno Munari, Luigi Ontani, Pavlos, Umberto Peschi, Giò Pomodoro, Claudio Rotta-Loria, Giorgio Scarpa, Francesco Somaini, Mauro Staccioli, Jacques Toussaint, Valeriano Trubbiani. Peschi vi espone piccole sculture in cartone riferite al Tarlo (Rif. Op. S 86; da 318 a 322; da 323 a 325; 359; 62; 74; 82; 83; 86; 94; 111), Costruzione compositiva di quadrati (Rif. Op. S 87), Costruzione compositiva di triangoli (Rif. Op. S 88), Costruzione compositiva (Rif. Op. S 89)). Opere  che dimostrano come, nel suo sperimentare, consideri il “gioco” degli incastri e le composizioni di forme già strutturate una componente essenziale dell’inventiva scultorea. Alcune di queste forme in cartoncino saranno poi usate come bozzetti per realizzazioni monumentali in ferro. Nello stesso anno la Galleria Editalia di Roma espone alcune sue opere nella rassegna "Il Futurismo a Roma, anni dieci-quaranta".
Nel maggio del 1986 Peschi presenta tre sue sculture degli ultimi anni (Continuo modulare mobile, “Il tarlo” sensibile modulare continuo e “Il tarlo” sensibile modulare continuo 2) alla rassegna “Arte astratta nelle Marche: 1935-1985”, allestita presso la Civica Galleria d’Arte Contemporanea di  Ascoli Piceno (Rif. Op. S 326; 327). Carlo Melloni, che ne è curatore, annota: «Il linguaggio artistico attuale di Peschi nasce da un'antica consonanza instauratasi tra l'artista e uno dei materiali più duttili e docili per un forgiatore di forme, ma anche, proprio per questo, meno incline ad essere strapazzato. Questo materiale è il legno». La considerazione è ripresa e approfondita da Goffredo Binni, che nel luglio dello stesso anno cura un’ampia antologica di Peschi  nella Chiesa di Sant’Agostino a Civitanova Marche Alta (MC) (Rif. Op. D 9; S 54; S 55; S 61). Nel testo di presentazione “Il percorso del tarlo” Binni così si esprime: «Peschi è riuscito a passare indenne da ogni forma di condizionamento, ha proseguito il suo lavoro perché a lui interessava la materia, il modo di plasmarla al suo volere e ciò indipendentemente dal contenuto, sicché, “santo o bandito”, altro non avrebbero rappresentato se non il concretizzarsi  di un lavoro attuato attraverso la “ manipolazione e la estrapolazione” di quel di più che è sempre nella materia».
Nel 1987, Peschi, quasi a scongiurare una chiusura sull’unico motivo della materia, è particolarmente dedito alla realizzazione di bozzetti di varie dimensioni e materiali (Rif. Op. S 328; 97; 99; 100; 101; 103; 96; 105; 120; 121; 161; 162; 163; 164; 329; 330; 96). La sperimentazione continua ad appassionarlo, e la ricerca, affiancata da una notevole attività disegnativa, è rivolta sia all’uso di materiali diversi dal legno che alla progettazione di forme soggette all’ingrandimento su dimensioni monumentali. Durante lo stesso anno invia alcune sue sculture lignee alla rassegna “Numanascultura”, a cura di Mariano Apa, allestita nel periodo luglio – agosto presso il  Palazzo del Comune di Numana (AN) (Rif. Op. S 121), Nel 1988, insieme a Pietro Capozzucca, Silvio Craia, Roberto Torregiani e Wladimiro Tulli, coinvolto dal critico Enrico Crispolti, partecipa alla rassegna  "5 Artists from Central Italy", che si tiene all’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma nei mesi di  aprile-maggio (Rif. Op. S 63; S 64; 361; 125; 384). La mostra  viene poi riproposta a Salerno nel mese di agosto. Nello stesso anno Peschi partecipa alla rassegna “I Luoghi della Scultura – Incontri Internazionali d’Arte” che si tiene a Treia (MC), e alla rassegna “Al di là dell’oggetto, Esperienze astratto – informali negli anni Cinquanta e Sessanta, Marche e Umbria”, che viene proposta consecutivamente a Corciano (PG), alla Rocca Paolina di Perugia e nella Chiesa di San Paolo a Macerata.
Nel 1989 il Comune di Pollenza gli dedica una mostra antologica presso il Palazzo Civico, a cura di Alvaro Valentini (Rif. Op. S 83; S 100; S 53; 54; 92; 94; 95; 96; 97; 98; 102; da 104 a 111; 133; 367). Nello stesso anno partecipa alla mostra storica “Aereo e Pittura per il XX°  anniversario del¬l'Aeritalia", che si tiene in febbraio a Napoli, e che è replicata con poche varianti a Londra con il titolo “Futurismiflight "Aeropittura" - Paintings and Sculptures of Man's Conquest of Space”. È presente, inoltre,  con tre disegni alla mostra di arte sacra “Chi Cercate?” allestita nel  Palazzo Vescovile di Senigallia (AN) tra aprile e maggio in occasione del X Congresso Eucaristico Regionale (Rif. Op. D 52; D 53; D 54). Nel mese di ottobre viene proposta a Roma la mostra storica  "Casa Balla e il Futurismo a Roma". Tra i marchigiani sono presenti Pannaggi, Monachesi, Tano, Peschi e Tulli. Al Premio Marche dello stesso anno viene invitato e  premiato per 3 sculture dal titolo Assemblaggio in legno (Rif. Op. S 97). Partecipa inoltre alla rassegna  "Pittura e Scultura al Centro", che si tiene a Celano (AQ), e alla mostra "La Madonna nell'Arte Italiana del Novecento" a Castrovillari (BN). Sue opere figurano anche alla  "LX Rassegna d'Arte "G.B.Salvi" e "Piccola Europa" Identità  Marche Memoria” a  Sassofer¬rato (AN). Contemporaneamente all’attività artistica Peschi collabora con diversi architetti conterranei, per la decorazione di edifici ad uso pubblico e privato sia all’esterno che in particolari di arredamento interno.
Ma il 1990 è per Peschi un anno particolarmente denso di coinvolgimenti in mostre. Il Comune di Macerata gli offre una grande personale dislocata nel centro storico della città, dove vengono presentate 18 grandi sculture in legno  e in lamiera di ferro, derivate da bozzetti realizzati in anni precedenti. La mostra, che reca il titolo di  “ Umberto Peschi - Modularmente - Anni 60”, è curata da Enrico Crispolti e vede coinvolto il collezionista sanseverinate Adriano Biondi, che ne è stato anche l’ideatore e che, in collaborazione con l’artista, ha realizzato le opere in dimensioni monumentali (Rif. Op. S 92; S 94; da S 96 a S 101; da S 103 a 111; 332). Nello stesso anno Peschi realizza con alcuni suoi giovani collaboratori una scultura monumentale in ferro commissionatagli dal Comune di Macerata e posta nel piazzale della Chiesa parrocchiale S. M. di Dio (Rif. Op. S 93).  In maggio partecipa alla mostra di etichette per vini “Un’annata davvero buona – Craia – Del Bianco – Peschi – Tulli -Valeri” che si tiene a Pollenza (MC) (Rif. Op. D 109). È presente al “Premio Marche edizione nazionale”, tra luglio e agosto ad Ancona  e alla rassegna  “Ripe 90 – I Volumi dell’Urbano” a cura di Enrico Crispolti, Massimo Bignardi, Lucio Del Gobbo, nel centro urbano di Ripe San Ginesio (MC) nel mese di settembre. Il Comune di Ripe S. Ginesio, grato all’artista per la donazione di una sua grande scultura metallica che viene posta nel contesto urbano, gli conferisce la “Cittadinanza onoraria” (Rif. Op. S 112).
L’attività espositiva di quell’anno si conclude con la partecipazione ad una collettiva di scultura “Cercare nella Forma”, curata da Lucio Del Gobbo,  (Rif. Op. S 65) che si tiene nella Chiesa di S. Paolo a Macerata con il patrocinio del Comune, e che vede coinvolti diversi scultori del Centro Italia, come: Abbozzo, Alimento, Beato, Bocci, Bruzzesi,  Cacchiarelli,  Casciello, Ceresani, Cicconi O'Reilly, Craia,  D'Addario, Del Bianco, Di Fabio, Di Fabrizio, Facchini, Faralli,  Fornarola, Gentiletti, Giuliani, Ligi, Minen, Osmida, Pannocchia,  Pasquali, Peri, Peschi, Piangerelli, Piermarini, Pupilli, Raimondi,  Scarano,  Sguanci, Uncini, Valeri, Vollaro.
L’anno seguente Peschi partecipa alla rassegna “Contrade della differenza: disegni di scultori” all’Istituto Grafologico di Urbino, a cura di Bruno Ceci, ed è nel gruppo di artisti coinvolti nella rassegna “Segmenti in Movimento: Craia, Del Bianco, Peschi, Tulli,  Valeri, Volpi”, mostra itinerante a cura di  Massimo Bignardi con il patrocinio della Regione Marche e della Provincia di Macerata, proposta consecutivamente a Praga (Galeriì Mladych “U. Recikych”), a Ravenna (Museo d’Arte Contemporanea) e ad Amalfi (Arsenali della Repubblica) (Rif. Op. S 53). Contemporaneamente partecipa al Premio Marche  ad Ancona nella sezione storica "Artisti delle Marche: Pittura e Scultura dal 1909 al 1939". È inoltre presente alla “Seconda Biennale Na¬zionale di Arte Sacra”, che si tiene a Fermo, ed infine alla rassegna “Picena 90, Mostra Nazionale di Storia Postale e Fiscale”, a  Macerata.
In questo periodo, avendo difficoltà a dedicarsi alla scultura in legno, a motivo di uno stato di salute che si dimostra piuttosto precario, pratica con particolare assiduità il disegno, realizzando, tra l’altro, una serie di disegni erotici rimasti poi inediti. Adriano Biondi, che anche in questo caso lo segue con  molto interesse, annoterà al riguardo: «Peschi ha voluto giocare, per cui l’ironia diventa l’asse portante di questa gustosa serie. Solo in alcuni ultimi disegni l’allusione si fa palese e a questo punto Peschi, quasi stizzito, ha detto “basta!”, non uno di più; sessanta disegni per una mostra sono più che sufficienti»(Rif. Op. D da 139 a 195).
Nel1992 Peschi riceve il Premio “Ginestra d'oro del Conero” e partecipa alla mostra degli artisti  e critici premiati in quella XXII Edizione: Armando Baldinelli, Renato Bruscaglia, Roberto Papini, Umberto Peschi, Walter Valentini, Pietro Zampetti. In luglio è invitato a Monteprandone (AP) dal critico Carlo Melloni alla “I Rassegna d’Arte Contemporanea “Motu proprio – Astrazione e/o Figurazione” che riserva a Peschi una personale nella “sezione omaggio” (Rif. Op. S 63; S 64). Nel contempo è tra gli artisti della rassegna itinerante "Futurismo 1909 - 1944 la ricostruzione dell'universo", curata da Enrico Crispolti, rassegna che, partendo da Tokyo, tocca le maggiori città  giapponesi nei mesi di aprile e settembre.
In novembre, Umberto Peschi, a seguito di una caduta avvenuta nella sua casa, forse causata da un malessere, è ricoverato in gravi condizioni all’Ospedale di Macerata ove, dopo alcuni giorni di agonia, si spegne. È  il 15 novembre 1992.
Nei giorni precedenti la caduta  Peschi stava lavorando, con molto sacrificio ma con la consueta passione, ad una serie di sculture in legno che nell’intento dell’artista dovevano essere presentate insieme ai lavori della pittrice, amica ed allieva, Ewa Blaszak, ad una mostra che si sarebbe realizzata alla fine dello stesso anno. La mostra si avrà in dicembre a Macerata nella “Galleria del Teatro; a ricordare Peschi in tale circostanza diversi critici d’arte, giornalisti e personalità della cultura, tra cui Marcello Venturoli, Mariano Apa e Ruggero Orlando (Rif. Op. da S 331 a S 338).
Nel febbraio 1993 la rivista Piccole Città, Mensile di ambienti e culture della provincia di Macerata, dedica a Peschi un numero speciale con testimonianze di artisti ed amici. Nel marzo dello stesso anno, alla II Biennale d’Arte Contemporanea di Torre S. Patrizio (AP) viene proposta una retrospettiva in omaggio all’artista. In novembre, per ricordarne l’anniversario della morte, il Comune d Macerata, attraverso il consiglio dei Curatori della Pinacoteca e dei Musei Civici, indice una cerimonia commemorativa al teatro Lauro Rossi, riproponendo una ristampa dello scritto “La sola cosa della mia vita”.
Tra il dicembre 1993 e il gennaio 1994 il Comune di Pollenza promuove una rassegna “omaggio” ad Umberto Peschi curata da Alvaro Valentini; vi partecipano 150 artisti marchigiani e di altre regioni.
Nel giugno del 1995, su iniziativa di un gruppo di amici dell’artista si costituisce a Macerata una Associazione denominata: “Associazione Culturale «Alberto E Umberto Peschi» per Le Arti Visive” allo scopo di promuovere iniziative artistiche prioritariamente volte alla salvaguardia dell’opera e della memoria storica dello scultore maceratese e di suo fratello Alberto, anch’egli futurista del Gruppo “Boccioni”.
Nel giugno dell’anno seguente, la stessa Associazione, con il Patrocinio del Comune di Macerata, promuove una collettiva d’arte dal titolo “Testimonianze per Umberto Peschi scultore”. La mostra ospita al suo interno un “omaggio” all’artista con numerose sue sculture messe a disposizione da collezionisti amici. La stessa viene poi  riproposta nel Palazzo Comunale di Montecosaro (MC) con il patrocinio del Comune ospitante. Le opere degli artisti amici di Peschi donate in tale circostanza andranno poi a far parte di una raccolta di arte contemporanea, intitolata a Peschi, costituitasi a Smerillo (AP) con il patrocinio e per opera dell’Amministrazione comunale locale.
Su iniziativa dell’Associazione Peschi negli stessi anni si inizia la catalogazione delle opere dell’artista nel tentativo di costituire un archivio generale.  
Sculture di Peschi negli anni seguenti la sua scomparsa vengono riproposte in varie Rassegne d’arte nelle Marche e in altre regioni italiane; tra le maggiori di queste va ricordata quella svoltasi al Palazzo delle Esposizioni di Roma, nel luglio del 2001 a cura di Enrico Crispolti, dal Titolo “Futurismo 1909-1944”. Di Peschi vi figurano due aerosculture: Autoritratto d’aviatore e Potenza di forze simultanee (Rif. Op. S 2; S 76).
Nel 2001 in seno all’Università degli Studi di Macerata, Corso di Diploma per Operatore dei Beni Culturali, indirizzo archivistico, con distaccamento a Fermo, viene discussa la Tesi di Diploma in Archivistica “L’Archivio e la Biblioteca dello Scultore Umberto Peschi (1912-1992) di Macerata – Inventario e Catalogo”. Ne è autrice Caterina Scaloni che è anche ordinatrice di un archivio formato da un complesso documentario conferito da amici e conoscenti dello scultore ed aggregato attraverso l’Associazione a lui intitolata, al fine di lasciare “una testimonianza certa e tangibile, e da chiunque consultabile, sulla vita dello scultore, che va sicuramente a pesare su quella che è la storia locale (in riferimento alla città di Macerata e alle Marche in generale), e non solo”. L’anno seguente Michela Boni, allieva della Scuola di Specializzazione in Archeologia e Storia dell’Arte dell’Università di Siena,  su indicazione di Enrico Crispolti che ne è Relatore, presenta per l’Esame di Storia dell’Arte Contemporanea una tesina su “Umberto Peschi – L’Aeroplastica”.  
Nel luglio del 2002 il Comune di Ripe San Ginesio, nell’ambito della Rassegna “Ripe 2002”, a cura di Silvio Craia, inserisce una sezione “Omaggio a Umberto Peschi”, con opere dell’artista e un catalogo che comprende interventi critici di Massimo Bignardi, Goffredo Binni, Enrico Crispolti, Lucio Del Gobbo, Dante Ferretti,  Ada Patrizia Fiorillo, e Toni Toniato.

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Lucio del Gobbo

 
    Associazione culturale "Alberto e Umberto Peschi" per le Arti Visive  - 62100 Macerata, via G.Verdi 10A;  email:  associazionepeschi@virgilio.it
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