Associazione Peschi

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Associazione culturale "Alberto e Umberto Peschi" per le Arti Visive
62100 Macerata, via G. Verdi n. 10 A

e-mail :  associazionepeschi@virgilio.it

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Artista e intellettuale e poeta, Ezio Bartocci, amico oltre che autore del logo della nostra Associazione, ci invia da Cupramontana, paese  di origine della sua famiglia, la notizia di una sua mostra  attualmente in atto.
Nel blog che ci ha inviato egli dà una breve spiegazione della mostra realizzata in un piccolo ma interessante spazio  nel centro storico di Cupramontana (visitabile sino al 5 agosto p.v.). Nel depliant pubblicato per la circostanza egli accenna al lavoro di suo nonno, “falegname bravo a far quel genere di "mostre " (vetrine di negozio) in massello, ormai molto rare, perché rimpiazzate da quelle più moderne in alluminio anodizzato, color argento o in similoro”.
Un suggestivo struggente viaggio nella memoria che Bartocci evoca da par suo, attraverso una suggestiva combinazione di parole e immagini “leggere e potenti”, proposte con estro giocoso di straordinario artista-poeta qual’è.
Per ulteriori informazioni sulle motivazioni storico-poetiche di questa sua iniziativa  CLICCARE QUI
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Paolo Annibali, Egidio Del Bianco, Giuliano Giuliani, Rocco Natale, Valerio Valeri
7 luglio - 16 settembre 2018
ANCONA, Museo Tattile Statale Omero
Inaugurazione sabato 7 luglio ore 18.
A cura di Nunzio Giustozzi
ORARIO
luglio e agosto:
dal mercoledì al sabato 17-20
domenica e festivi 10-13 e 17-20
i giovedì dal 12 luglio al 16 agosto durante la rassegna Sensi d’estate anche 21-24
settembre:
dal mercoledì al sabato 16-19
domenica 10-13 e 16-19
ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura.
VISITE GUIDATE
Tutti i sabati e le domeniche alle ore 18.
Costo: 4 euro a persona;
gratuito: disabili e loro accompagnatori, bambini 0-4 anni.
Prenotazione consigliata:
didattica@museoomero.it – tel. 0712811935.

FORME SENSIBILI
Forse non tutti sanno che esiste nelle Marche un museo dove l’arte, e la scultura in particolare, va toccata, accarezzata, vissuta e assaporata anche attraverso il tatto. Il suo slogan promozionale è “Vietato non toccare!”, a differenza di tanti altri musei dove integerrimi custodi ti guardano storto se già ti avvicini all’opera esposta. Parliamo del Museo Omero di Ancona, un’istituzione che si distingue in campo nazionale, e non solo, per le iniziative che vi si svolgono, in particolare a beneficio dei non vedenti, ma valida e benemerita in tante occasioni,  che estende una preziosa azione culturale ad un pubblico sempre più vasto  e indifferenziato. Attualmente in questo Museo è in corso una mostra   di artisti marchigiani che oltre ad essere interessanti per le loro ricerche, hanno suscitato in noi antichi ricordi. Vi espongono già dal 7 luglio fino al 16 settembre prossimo cinque artisti di provata  militanza, che già in altre occasioni si sono trovati insieme a proporre i rispettivi lavori.  Sono:
gli  ascolani Paolo Annibali  e Giuliano Giuliani, il maceratese Egidio Del Bianco, l'anconetano Valerio Valeri e l'urbinate (potentino di nascita ma marchigiano d'adozione) Rocco Natale.
Ricordiamo in particolare una loro mostra all’Atelier dell'Arco Amoroso nel lontano 1987. A presentarla era nientemeno Umberto Peschi, indimenticato artista sempre più apprezzato nelle Marche e considerato da tutti e cinque gli espositori loro maestro. Ci chiedevamo, in occasione di quella mostra che sanciva una sorta di sodalizio tra i cinque, se i lavori potessero considerarsi inclusivi di una tradizione marchigiana esistente. Ne fummo convinti, oltre tutto per effetto di una manualità che trovava e trova ancor oggi fon¬damento ed origine in una tradizione  artigianale espressa sia in forma nobile, attraverso l’arte, ma anche più diffusamente nel territorio sotto forme di raffinatezza da essere considerarla come valido esempio di design applicato avanti lettera.
Paolo Annibali nei suoi lavori inserisce l'allusività e la metafora utilizzando una figurazione moderna in cui figure ed ambiente (perché sempre le  sue figure risultano "ambientate") instaurano una sorta di rappresen¬tazione che non esclude l'ironia, dando  vita ad un racconto che prende alcuni spunti dal teatro e dalla letteratura.
Egidio Del Bianco accentua la valenza architettonica  delle  sue forme adombrando dietro la schematicità delle linee e degli intagli  la persistenza di  un umanesimo entro cui si consuma la  mai risolta disputa tra razionalità ed empirismo, tra scientificità e 
poesia.
Giuliano Giuliani sembra discostarsi sempre più dalla figura, con un'inversione di tendenza rispetto ad una produzione iniziale già esibita al Premio Marche, in una delle sue ultime edizioni, per  "assaporare" più intensamente il fascino della materia (che nel suo caso è il travertino) attraverso "non forme"  dal precario equilibrio e consistenza, dove natura ed artificio si intersecano armonicamente.
Natale  Rocco è lo scultore che più si  avvale  dell'assemblaggio, collegando materiali "arcaici", come pietre e  legno, con elementi in ferro che si richiamano ad una utensileria agricola evocante remote etnie e tradizioni ancestrali.
Valerio  Valeri, che nutre un antico ed inesausto amore  per  il metallo (è stato insegnante di oreficeria), gioca con esso, ritagliandolo ed assemblandolo con elegante senso  plastico e fantasia, persino  decorando le superfici con incisioni o riporti, in riferimento ad una poetica marinara  e mitologica da cui è stato sempre attratto.
Ci è piaciuto, per descrivere i rispettivi stili e linguaggi, riprendere alcune notazioni che già utilizzammo per recensire quella loro prima mostra, a dimostrazione di una linea di coerenza e di una fede nell’arte e nella scultura che i cinque hanno mantenuto e difeso senza recessione nel tempo. Non ce ne voglia per tale “invasione di campo”  il curatore della presente esposizione, il critico d’arte Nunzio Giustozzi che curandola ne ha anche sapientemente tracciato la presentazione in un bel catalogo stampato per la circostanza; a ragione egli identifica nelle opere dei cinque artisti, e “nell’originalità delle loro poetiche gli orientamenti della scultura contemporanea”.
Una mostra, dunque, che si richiama a una storia interessante da ricordare, meritevole di essere visitata nella sua versione più attuale.
Lucio Del Gobbo
(da LA RUCOLA, luglio 2018)
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IL VERDI MARCHIGIANO
di Lucio Del Gobbo
Per un recensore non propriamente esperto della materia è un po’ difficile poter descrivere in una paginetta l’enorme mole di lavoro svolto da Piero Molini e Paolo Peretti per raccontare in tre volumi pubblicati da Andrea Livi, gli innumerevoli coinvolgimenti avuti da Giuseppe Verdi con la nostra regione. Lavoro editoriale che solo la grande passione e la sagacia degli autori, melomani e musicologi con alle spalle pubblicazioni ed esperienze, hanno potuto portare a termine dopo anni di ricerche e corrispondenze in tutta Italia. Una breve postilla sugli autori serve a spiegare l’entità e le ragioni della loro impresa: il primo, Piero Molini, cultore di storia locale animato da una non comune “febbre” verdiana, da più di sessant’anni colleziona tutto ciò che investe la sfera del Cigno di Busseto, libretti d’opera, stampe, manifesti, immagini, cimeli dedicandogli persino un monumento creato con le sue mani nel giardino della propria casa a Corridonia; l'altro, il prof. Paolo Peretti, diplomato in Paleologia e Filologia musicale, oltre che insegnante di Storia della Musica al Conservatorio Pergolesi di Fermo, è autore di innumerevoli pubblicazioni storiche   >CONTINUA<
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LE MANI VISTE E FOTOGRAFATE DA FRANCO ESSE
e una “Ode alle mani” di David Miliozzi
di Lucio Del Gobbo

Le mani sono una parte del corpo umano tra le più rappresentate in pittura e nelle arti figurative in genere, essendo strumento importante dell’espressione umana; sin dai primordi della figurazione esse  hanno simboleggiato l’uomo, la presenza dell’uomo, le età dell’uomo, e ciò a partire dalla preistoria delle pitture rupestri. Sono numerosi gli artisti che le hanno elette come tema privilegiato della loro ricerca, le mani, anche in età moderna, e tra questi non esclusi i marchigiani. Ricordo un bravissimo pittore e incisore treiese, Elvidio Farabollini, ed un recanatese che tutti conoscono, Cesare Peruzzi, particolarmente dediti a questo genere figurativo. Aspetto curioso, le mani sono difficili da > CONTINUA <
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Presentato il nuovo
libro di Silvano Iommi, Mariella Troscé
e Gianfranco Pasquali

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    Associazione culturale "Alberto e Umberto Peschi" per le Arti Visive  - 62100 Macerata, via G.Verdi 10A;  email:  associazionepeschi@virgilio.it
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